Capodanno al Circo Amedeo Orfei: quando il vero circo italiano sale in pista per il nuovo anno
Nel mondo del circo italiano, il cognome Orfei non è semplicemente un nome di famiglia: è una garanzia, una promessa di qualità e autenticità che si porta dietro decenni di storia. E tra i rami di questa dinastia straordinaria che ha dato all’Italia nomi come Moira, Nando, Rinaldo e Liana c’è quello di Amedeo Orfei, fondatore di un circo che porta ancora oggi il suo nome e che ha saputo costruirsi, nel tempo, una reputazione solida su un principio semplice quanto raro: fare le cose bene, ogni sera, senza scorciatoie.
Una storia nata nel 1958, con due antenne e tanta determinazione
L’insegna “Amedeo Orfei” nasce nel 1958 dal sodalizio tra Amedeo e la moglie Carmen Ukmar. Un inizio essenziale due antenne, pista rialzata, i mezzi necessari per viaggiare e lavorare, i colori bianco e celeste e una filosofia di lavoro che ha fatto scuola: rigore, rispetto per gli artisti, cura dello spettacolo, paga certa il lunedì.
Il Circo di Amedeo Orfei è uno di quelli in cui “ci si sta bene”, a detta degli artisti che negli anni sono passati sotto quello chapiteau. Questo significa lavorare sodo quando c’è da lavorare, rispetto nei rapporti, apprezzamento del proprio numero, e la paga certa il lunedì. Un dettaglio che sembra banale, ma che nel mondo del circo dove i rapporti tra artisti e direzione sono spesso complicati dice molto sul carattere di chi ha fondato e portato avanti questa realtà.
Lo spettacolo: la tradizione circense nella sua forma più autentica
Il Circo Amedeo Orfei è rimasto fedele nel tempo a quello che il circo sa fare meglio quando non cerca di imitare altro: magia, comicità, animali, numeri aerei, equilibrismo nella tradizione del vero spettacolo circense. Non un tentativo di avvicinarsi al teatro, non una rincorsa alle mode del circo contemporaneo: uno spettacolo che conosce il proprio pubblico e sa come trattarlo.
Lo spettacolo è sempre stato molto ricco e curato, adeguato alla propria dimensione, i costumi sempre sfarzosi con abbondanti testali e code di piume come nei musical parigini rigorosamente fatti in casa dalle abili mani delle figlie. Un’artigianalità che si vede e si sente, quella che distingue un circo di famiglia vero da una produzione standardizzata.
Nel corso degli anni lo spettacolo si è arricchito: poi è arrivato l’elefante, una stagione in Grecia nel 1983, le tigri nel 1984 tappe di una crescita continua, sempre nel rispetto dell’identità originaria. I figli di Amedeo tutti bravi generici: ciclisti, equilibristi, giocolieri, trapezisti, clown hanno portato avanti questa eredità con la stessa passione del padre, e i nipoti continuano a farlo ancora oggi.
Perché il Circo Amedeo Orfei è la scelta giusta per Capodanno
La notte di San Silvestro ha bisogno di un’emozione vera. Non lo spettacolo costruito attorno a effetti speciali e luci stroboscopiche, ma qualcosa che metta in pista persone reali, con anni di allenamento e passione alle spalle, capaci di riempire uno spazio con la loro sola presenza.
Il Circo Amedeo Orfei è esattamente questo: una realtà autentica, nata da una famiglia che il circo lo vive dall’interno da generazioni, che porta in scena uno spettacolo in cui ogni numero ha un peso specifico e ogni artista sa cosa sta facendo. Per le famiglie con bambini, per chi non è mai stato al circo, per chi ci torna ogni anno sotto quel tendone la notte di Capodanno ha un sapore preciso: quello del vero circo italiano, quello che non ha mai smesso di voler bene al proprio pubblico.
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