Bar Magenta

Bar Magenta

Bar Magenta

Milano è la capitale della finanza e dell’industria italiana, ma negli anni si è guadagnata anche un altro appellativo, quello di città “da bere”. A rendere il capoluogo meneghino un punto di riferimento per il divertimento ha sicuramente contribuito il famosissimo bar Magenta.

100 anni di storia

Il bar Magenta non è semplicemente un punto di ritrovo dei milanesi, ma è anche un pezzo di storia da ormai 100 anni. Grazie a questa sua lunghissima vita, si può considerare un testimone attivo dei cambiamenti della città e della società, cambiamenti ai quali ha saputo adattarsi negli anni.
Il locale si fregia con uno stile liberty e un mobilio in legno che rimanda ai tempi passati e fa respirare un po’ l’aria di un bistrot parigino. Negli anni questo arrendamento ha cercato di adattarsi ai cambiamenti, rimanendo però fedele a se stesso e non snaturando mai lo spirito di chi ha voluto dargli questo volto.

Non solo bar

Definire il bar Magenta un semplice bar sarebbe troppo sminuente per la sua essenza e tutto quello che negli anni ha rappresentato per i milanesi. Questo storico tempio della movida è tante cose.
È un ristorante, che offre piatti tipici della stagione, adatti a tutti i gusti e le esigenze, e i famosi panini, come il rinomato “speciale”. È uno dei locali in cui ha mosso i primi passi l’ormai consolidata e inossidabile tradizione dell’happy hour. È una galleria d’arte in cui espongono artisti di vario genere, fotografi e pittori, sempre italiani, per promuovere l’arte nostrana. È una sala da concerto, un palco dove band emergenti, che magari un giorno animeranno le folle, possono far conoscere la propria musica. È un set del cinema, spesso comparso in alcune pellicole le cui trame si svolgevano a Milano ed è anche un luogo in cui ogni tanto vengono organizzate brevi rassegne di cortometraggi. È una miscela di culture e di generazioni, tra i nostalgici che sorseggiano un Negroni pensando agli anni ’80 e i giovanissimi che si affacciano al mondo e iniziano a scoprirlo anche attraverso il bancone in legno con inserti di argento e peltro.