Capodanno al Circo Acquatico Torres: il calore della Sicilia, l’adrenalina degli abissi
Ci sono circhi che nascono da visioni artistiche elaborate, da produzioni con budget internazionali, da collaborazioni tra professionisti dello spettacolo. E poi c’è il Circo Acquatico Torres che nasce da qualcosa di più semplice e di più antico: una famiglia siciliana che fa circo da quando il circo si faceva nelle piazze, sotto le stelle, con quello che si aveva.
La famiglia Torregrossa, in arte Torres, porta in giro per la Sicilia il circo acquatico con coccodrilli, alligatori, tartarughe giganti, serpenti, ragni e poi, nella visita allo zoo, anche squali, piranha e un gufo gigantesco. Non è un cast costruito a tavolino per impressionare: è il risultato di decenni di passione, di investimenti nella rarità degli animali, e di un rapporto con il pubblico siciliano che si è consolidato generazione dopo generazione.
Una storia che inizia con un attore girovago di Balestrate
Sono rimaste un paio le famiglie siciliane che facevano e fanno ancora circo. Una è proprio quella dei Torregrossa, originaria di Balestrate (PA), piccolo centro marinaro. Pietro, il capostipite, nato agli inizi del Novecento, era un attore girovago che in estate si esibiva nelle arene e in inverno nei teatri. I figli cominciarono a fare circo recitando drammi in dialetto siciliano. Da lì la famiglia è notevolmente cresciuta imparentandosi con i Medini, gli Zappalà, i Zavatta.
Cognomi storici del circo italiano, intrecciati con le radici profonde di una Sicilia che ha sempre avuto un rapporto speciale con lo spettacolo itinerante. Il Circo Acquatico Torres è il prodotto di tutto questo: non un brand costruito a tavolino, ma una tradizione che cresce come crescono le famiglie organicamente, per gradi, nel tempo.
Mortal Combat: uomo contro anaconda gigante
Ogni circo ha il suo numero di punta quello che gli spettatori raccontano il giorno dopo, quello che rimane impresso anche a chi non si ricorda il resto. Al Circo Acquatico Torres questo numero ha un nome: Mortal Combat. Un vero e proprio combattimento tra uomo e la gigantesca anaconda non simulato, non teatralizzato, ma un confronto fisico reale tra un artista e uno degli animali più grandi e imponenti che si possano incontrare su una pista circense.
È il tipo di numero che divide il pubblico in due categorie: chi non riesce a guardare e chi non riesce a distogliere lo sguardo. In entrambi i casi, non se ne escono indifferenti.
Lo zoo acquatico: squali, piranha e coccodrilli del Nilo
Il Circo Acquatico Torres non è solo il Mortal Combat. È tutto quello che porta con sé uno zoo acquatico che non ha equivalenti nel panorama circense italiano. Coccodrilli del Nilo, alligatori, tartarughe ninja, serpenti, piranha</cite>, squali e animali esotici da cinque continenti: animali acquatici da 5 continenti, acrobati, trapezisti, clown e giocolieri.
La visita allo zoo prima o dopo lo spettacolo è parte integrante dell’esperienza: non un’aggiunta secondaria, ma un momento in cui il pubblico soprattutto i bambini si avvicina a creature che normalmente conoscono solo attraverso uno schermo. Un gufo gigantesco, un’anaconda bianca, i piranha nella vasca: dettagli che, per chi li vede per la prima volta dal vivo, restano impressi molto a lungo.
Uno spettacolo di famiglia, in tutti i sensi
Lo spettacolo è veramente familiare ma nell’accezione migliore del termine. Di diverso genere i numeri presentati da tutti i componenti della famiglia, dal nonno fino al nipotino di 4 anni. È una di quelle frasi che, nel mondo del circo, hanno un peso specifico molto preciso: non significa che lo spettacolo sia “semplice” o “per bambini”. Significa che chi sale in pista ci crede davvero, perché quella pista è casa sua.
In pista gli artisti: David giocoliere e mago; la donna dei serpenti Miss Sheeran; Zaira la donna elettrica; hula hoop con la ballerina Maria Sole; i clown Bistecca e Pisellino; fachiri e mangiatori di fuoco. E poi, la magia delle bolle di sapone, il classico rola rola, il giocoliere che tiene in equilibrio i piatti, l’uomo elettrico, il fachiro, i personaggi Disney e il dinosauro T-Rex.
Allegria e solarità, simpatia e grande accoglienza per il pubblico dei Torres: varcato lo chapiteau è una continua festa e interazione tra gli artisti e gli spettatori. È quella qualità rara il circo come festa condivisa, non come esibizione da osservare a distanza che il Circo Acquatico Torres ha saputo costruire e mantenere nel tempo.
Perché il Torres è il Capodanno giusto per chi ama il circo vero
La notte di San Silvestro al Circo Acquatico Torres è una festa nel senso più letterale del termine. Non c’è distanza tra chi è in pista e chi guarda: lo spirito Torres al grido “Vamos Torres” si apre la scena è quello di un evento collettivo in cui il pubblico è parte dello spettacolo, non spettatore passivo.
Per chi è in Sicilia durante le festività, o per chi vuole portare la famiglia a qualcosa di genuino e avventuroso, il Circo Acquatico Torres è una di quelle scelte che raramente deludono. Non la produzione più grande, non la più raffinata ma una delle più autentiche e coinvolgenti che il circo italiano sappia offrire.
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